Non si può mangiare l’illusione, ma è molto nutriente lo stesso

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manginobrioches

No, dico, come faremo adesso noi?
Noi che conosciamo la strada maestra di Macondo, che ricordiamo quali fiori dilaniavano di nostalgia il patio in cui s’affacciava Fermina Daza, che sappiamo esattamente a quanto ammontava il debito della candida Eréndira con la sua nonna snaturata, che non riusciamo a dimenticare il sogno che fece Santiago Nasar la notte prima della sua morte annunciata, che non possiamo sentire l’odore di mandorle amare senza sentirci stringere alla gola dal destino di tutti gli amori contrastati.

Noi che tutte queste cose pensavamo di portarcele davanti al plotone d’esecuzione, ma ce n’erano molte, troppe ancora prive di nome, tanto che per citarle ci toccava indicarle con la mano, o sperare d’incontrare un Gabo che le nominasse per noi: amore, solitudine, morte, bellezza, guerra, magia, naufragio, lutto, coltello, perdono.

Oggi è il primo giorno del mondo senza Gabriel García Márquez: lo sentite il…

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